Portici Società

Oggi, nel Dipartimento di Agraria di Portici, con un tampone di saliva, puoi accendere la speranza per Alessandro!

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Portici. La disperazione, l’assenza totale di spiragli, i genitori del piccolo Alessandro Maria Montresor non la conoscono e non vogliono arrendersi a conoscerla. Loro sperano. E per sperare che il loro bimbo, di un anno e mezzo appena, nato con una malattia rarissima, la linfoistiocitosi emofagocitica, possa vivere, devono innanzitutto sperare che gli altri abbiano cuore. Siamo noi gli altri, nessuno si senta escluso, nemmeno quelli che non rientrano nei parametri, perché possono pur sempre invitare, esortare, convincere chi ha i requisiti ad andare a donare. Cosa? Una goccia di saliva. Tutto qui. Perché tramite un semplice tampone salivare si può verificare la compatibilità con il Dna di Alessandro, nella speranza di un trapianto di midollo, il cui prelievo oggi è alquanto semplice.

La gara di solidarietà lanciata da papà Paolo Montresor, veneto, e da mamma Cristiana Console, napoletana, sta trovando una grande risposta, perché la scorza amara di cui tanti di noi si vestono ogni giorno nasconde, quasi sempre, un frutto dolce e maturo che può sfamare chi ha bisogno. E oggi, dalle 9 alle 19, al Dipartimento di Agraria della Federico II, nell’Aula riunioni Economia, ingresso Reggia di Portici, sono chiamati a essere solidali i cittadini di Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano e tutti quanti vogliano andare a sottoporsi al test. L’appello dell’Admo – Associazione donatori di midollo osseo – è per coloro che hanno dai 18 ai 35 anni, pesano più di 50 kg e godono di uno stato di salute buono in generale.

Alessandro, che vive a Londra, dove i genitori lavorano, ha circa cinque settimane di vita, se non trova un donatore. Noi, che tra cinque settimane staremo pensando ai regali di Natale, possiamo farne oggi uno anche a lui e ai suoi genitori, il più grande, l’unico che desiderano: la speranza.

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