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Maltempo: scuole chiuse o aperte? I Sindaci della zona vesuviana uniti lamentano la mancanza di coordinamento e indicazioni

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“La solitudine dei primi cittadini”, prendendo spunto dal titolo di un romanzo di Paolo Giordano, potremmo definire in questo modo quanto avvenuto negli ultimi tempi, anzi nell’ultimo maltempo! Con un’iniziativa congiunta autonoma, i sindaci di San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, San Sebastiano al Vesuvio, Pollena, Volla, Massa di Somma, Cercola hanno scelto di lasciare aperte le scuole ieri mattina, nonostante l’allerta meteo. La totale mancanza di indicazioni precise e la relativa confusione nei cittadini hanno spinto i Sindaci, in queste ore, a un comunicato per chiedere, in futuro, un coordinamento per assicurare provvedimenti univoci.

Andiamo ai fatti. La Protezione civile della Regione Campania, nella serata di domenica, ha diramato un bollettino con avviso allerta meteo “arancione”. E’ stata annunciata ufficialmente la chiusura delle scuole in molte città per lunedì.

Frattanto, tutti i genitori, gli insegnanti e gli studenti degli altri comuni hanno iniziato a porsi una domanda: Noi domani che facciamo? La situazione è diventata l’argomento monotematico dei gruppi WhatsApp e dei Gruppi Facebook. Una vera situazione di caos, che ha investito anche i centralini dei dipartimenti locali della Protezione Civile.

Dopo consultazioni e confronti tra loro, i primi cittadini della zona vesuviana hanno deciso e comunicato che le scuole sarebbero state aperte, ma che si sarebbe continuato a monitorare la situazione. Alle 7.00 di ieri mattina l’ulteriore conferma: tutti a scuola!

La stagione fredda è arrivata e situazioni simili si riverificheranno. «Ancora una volta», si legge nella nota congiunta diramata dai Sindaci sul tema, «l’interpretazione di un bollettino ufficiale è stata lasciata ai Sindaci. Di più, ancora una volta, non è stato promosso alcun coordinamento tra i primi cittadini che operano su aree omogenee, al fine di assicurare provvedimenti univoci e non generare caos e confusione tra i tanti che usufruiscono di servizi pubblici in più Comuni.

Per queste ragioni, abbiamo deciso di promuovere spontaneamente una concertazione tra noi Sindaci della zona vesuviana, al fine di assumere identici provvedimenti davanti a situazioni di presunta emergenza nell’esclusivo interesse della cittadinanza. Chiudere le scuole per la pioggia è cosa semplice ma è una sconfitta per le istituzioni: con senso di responsabilità e grazie al supporto dei gruppi locali di protezione civile, abbiamo garantito il diritto allo studio per migliaia di bambini e ragazzi».

Il sindaco di Portici ha avanzato una proposta. «Sarebbe opportuno che a dare indicazioni precise sia una realtà sovracomunale che, di fronte a uno stato di allerta meteo, assuma il coordinamento sui comuni interessati da un rischio», ha dichiarato Enzo Cuomo. «Penso, ad esempio, alla Prefettura. Stavolta abbiamo deciso di coordinarci tra noi comuni contigui».

Lo scorso anno gioia e gratitudine verso i Sindaci dagli studenti per la chiusura delle scuole dovuta al maltempo, ma, scherzi a parte, non è una decisione semplice. «Non posso chiudere le scuole solo a causa dei timori diffusi sui social», ha sottolineato Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano. «Nelle nostre zone, e penso sicuramente a Ercolano, le scuole rappresentano spesso l’unica agenzia educativa presente sul territorio che supplisce anche alle lacune presenti in alcune famiglie per cui tenerle chiuse rappresenterebbe una perdita doppia».

«La scelta di non chiudere le scuole è stata sofferta perché comprendevo i timori delle famiglie per i loro figli dinnanzi all’allerta della Protezione Civile», ha spiegato il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno, «ma ho preferito garantire il diritto allo studio, assumendomi una grande responsabilità. Un scelta che è stata poi premiata dagli stessi cittadini, vista la situazione meteo che non è stata tale da negare a migliaia di ragazzi un giorno di studio, educazione e formazione».

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