Portici Società

Per il maltempo sbarca e dorme sulla banchina del Granatello un avvocato filosofo che in kayak fa il giro d’Italia. I porticesi stasera lo portano al San Paolo!

Share on WhatsApp Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

Clicca e guarda il servizio

Portici. Il maltempo ha portato a Portici una sorpresa bella, fatta di felicità, esempio e libertà: un uomo col suo kayak sta facendo il giro d’Italia in mare e stanotte, per ripararsi dal temporale, si è fermato nel porto più vicino: il Granatello, dove ha avuto un’accoglienza speciale, tanto da definire Portici “una città famiglia”!

Bruno Edgar Portis Ricciardi, argentino proveniente dalla Patagonia, 14 titoli di studio, tra cui una laurea in Giurisprudenza e una in Filosofia, 37 anni, non nuovo a esperienze a tu per tu con la natura, sta portando avanti dal 16 agosto la spedizione felicità e libertà, come la definisce lui. A bordo del suo kayak sta circumnavigando lo stivale. Circa 3200 km, da Levanto a Trieste, in un tempo stimato di 4 mesi. Bruno, durante la pagaiata, mette in traina due canne, che gli servono per procurarsi il pesce da consumare per cena. Naturalmente ha anche con sé delle scorte alimentari ed alcuni oggetti che lo aiutano per poter far tutto in mare.

Il suo sponsor… si è perso per strada, diciamo così, ma Bruno non molla, del resto uno dei suoi obiettivi è lanciare un messaggio, soprattutto ai giovani: mai arrendersi!

A Portici ha trovato un’accoglienza speciale da parte degli addetti dell’Ufficio Risorsa Mare del Comune, dei gestori dei locali di ristorazione del Granatello, dei pescatori e di tutti i cittadini che ha incontrato che gli hanno offerto ospitalità, pranzi e sorrisi… e soprattutto l’invito ad andare con loro al San Paolo. E stasera il Napoli avrà un tifoso in più!

«Questa idea è nata molti anni fa: io ho trovato quello che mi rende felice e io sono felice con poco. Ho studiato 14 discipline, tra cui Filosofia e, come mi hanno sottolineato le persone incontrate qui a Portici, forse proprio la Filosofia mi ha fregato!», racconta sorridendo Bruno Edgar Portis Ricciardi. «Io non ho bisogno di cose, voglio imparare e conoscere: me basta mangiare, bere e parlare con le persone, incontrare storie e volti».

Bruno non ha figli, dice che smetterà quando li avrà, ma la sua fidanzata lo conosce bene ed è scettica in proposito, proprio per questo lo ama per come è: «Io ho una fidanzata che trova bello tutto quello che faccio, perché sa che il mio cuore non è felice se sto fermo in un unico posto troppo tempo».

Di certo sono tanti i motivi che portano a una scelta come quella di Bruno, uomo dagli occhi radiosi e sereni come raramente s’incontra. Uno dei motivi è un messaggio, come ci racconta: «Il messaggio che voglio lanciare è per i giovani. Vorrei dire a ogni ragazzo: continua sempre! Non arrenderti mai. Io ho perso lo sponsor strada facendo, ma non mi abbatto, continuo. Sempre!».

Bruno si tiene in contatto con la famiglia, ma non trova necessari i cellulari, trova necessario il contatto umano. «Ho un cellulare», ci dice, «ma quando sono stato 40 giorni nella giungla argentina, per 15 giorni non l’ho avuto, ma non è un problema! Per me conta incontrare le persone, persone nuove, raccontarsi, parlare».

Stamattina gli addetti dell’Ufficio risorsa Mare del Comune lo hanno trovato nel suo sacco a pelo che dormiva, tutta la comunità lo ha accolto con curiosità e gioia. «La comunità porticese è bellissima. La mia mentalità è: mangio se lavoro», ci spiega Bruno, «ma tutti qui mi hanno invitato a dormire, a mangiare a casa loro, una grandissima ospitalità, sono rimasto sorpreso, credevo di essere a casa, in Argentina. E stasera andrò a tifare Napoli al San Paolo! Mi portano alcuni porticesi. Qui sono tutti molto amici, ogni momento arriva una persona nuova e ti vuole conoscere, raccontare, fare domande: a Portici non siete buoni, siete proprio famiglia, io mi sento molto felice con voi. Ma io sono un uomo libero e domani devo partire…». Buon viaggio, Bruno!

Commenta l'articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.