Politica Portici

A Portici si tagliano i costi della politica. Per la Minoranza il taglio è alla democrazia

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Portici. Il Consiglio comunale ultimo, tenutosi il 10 settembre, ha portato un taglio ai costi della politica a Portici. Per le forze di Minoranza, invece, che non hanno votato a favore di questo provvedimento e sono uscite dall’Aula, il taglio è stato fatto alla democrazia, come ieri, in una conferenza stampa, hanno dichiarato Alessandro Caramiello, Domenico Avolio, Mauro Mazzone, Franco Santomartino, Aniello Pignalosa e Salvatore Iacomino.

Dunque, i consiglieri della Maggioranza del governo cittadino, guidato da Enzo Cuomo, hanno detto sì alla modifica al regolamento del funzionamento delle commissioni consiliari. Si riduce la durata delle commissioni da 8 ore quotidiane a 3 più il tempo per gli spostamenti.

Il taglio porterà a ridimensionare i rimborsi alle aziende dove risultano assunti i consiglieri comunali dipendenti. Con i soldi risparmiati si sosterranno i ragazzi affetti da autismo.

«Il risparmio è irrisorio per le casse comunali. Questo taglio mette in difficoltà i consiglieri lavoratori dipendenti di aziende private, ma anche i dipendenti di questa amministrazione», afferma Alessandro Caramiello. «Con la nuova fascia oraria 12:45 – 15:45, i dipendenti pubblici che per anni hanno supportato tutto l’apparato politico sono stati spostati in altri uffici, quindi la mattina un consigliere comunale che chiede un atto non trova nessuno in ufficio per espletare il suo mandato elettorale. E’ un attacco alla democrazia. Il M5S aveva effettuato uno studio, ma, ogni volta che affrontavamo questo argomento, ci accorgevamo che avremmo creato difficoltà a qualche altro consigliere e non volevamo questo».

Ma a quanto ammonta il risparmio? «Abbiamo fatto una serie di verifiche», spiega la Minoranza, «per i consiglieri comunali dipendenti sono stati stanziati a Bilancio circa 200 mila euro annui. Con un autoregolamento già ci stavamo indirizzando verso un risparmio, quindi verso un costo di 120 mila euro annui. Col nuovo regolamento non è facile dare una somma precisa del risparmio, dipende dalla situazione contrattuale di ognuno. Ma, ripetiamo, non è questo il punto: il punto è giustificare con i costi l’attacco al diritto a fare politica».

«Il Comune oggi ha tanti sprechi», continuano i consiglieri di Minoranza, «la Leucopetra è a Ercolano, paghiamo un caro fitto a un privato e la tassa dei rifiuti al comune di Ercolano. Il mercato in via Poli è di un privato, costa migliaia di euro e ha pochi commercianti, noleggiamo delle sedie per il Museo Ferroviario di Pietrarsa, etc.».

«Non si vuole che esista un’opposizione per controllare gli atti. Non abbiamo risparmiato: noi non prendiamo il gettone a ore, sia chiaro. Contano le Commissioni», afferma Iacomino. «Il numero legale che rende valida la Commissione, e fa scattare il gettone, è di due consiglieri su otto. Perché non si rende valida una Commissione con il 50% dei presenti, come in tutti i consessi democratici?».

«Come ho sottolineato in Consiglio, se si fosse evitato l’aumento di indennità ai consiglieri del 10%, aumento non obbligatorio ma legittimo, come da me richiesto nel Consiglio del 9 febbraio, avremmo risparmiato di più di quanto risparmieremo con questo regolamento», dichiara Mazzone. «Sotto il profilo dell’etica politica io denuncio questo pietismo che la maggioranza spesso sente, forse per giustificare un indebito: si riesce a strappare il vitalizio e si istituiscono borse di studio, si fa un regolamento contro gli sprechi della politica e si istituisce un fondo a favore delle persone con difficoltà: la politica non ha il dovere di fare beneficenza, ha il dovere di garantire servizi e diritti ai cittadini. Lavorassero di più in Consiglio comunale, stessero di più nelle Commissioni, facessero qualcosa per la città».

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