Cronaca Politica Portici

Sicurezza: intervista alla Minoranza del Consiglio comunale di Portici. A parlare Mazzone, Caramiello, Iacomino

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Portici. Intervista ai consiglieri di Minoranza Mauro Mazzone, Alessandro Caramiello e Salvatore Iacomino. Presente all’intervista e in linea con i “colleghi” di opposizione, anche il consigliere Franco Santomartino.

Consigliere Mauro Mazzone, ci sono state forti polemiche da parte di voi della Minoranza, in questi giorni, a seguito degli ultimi fatti delinquenziali avvenuti in città.

«Più che polemiche c’è stata da sempre un’attenzione da parte dell’Opposizione rispetto a quanto avviene quotidianamente da un anno a questa parte in città. Degli eventi che ci fanno registrare, ad un anno di insediamento del sindaco Cuomo, un balzo nel passato che porta Portici agli anni 90. Sono frequenti episodi criminosi come stese, furti di ruote delle auto, furti in appartamento e più gravi episodi come le bombe all’esterno dei negozi e le rapine nelle banche. Ci tengo a sottolineare, però, che questi devono essere assunti come campanelli d’allarme, ovviamente non è una considerazione che faccio in quanto consigliere comunale, ma essendo avvertito di quanto ci dice la Relazione semestrale Antimafia, che traccia un assioma il quale specifica che, all’aumentare di fatti criminosi, al crescere di eventi di microcriminalità corrisponde sempre la crescita di grandi affari che la camorra imprenditrice effettua. Ovviamente la Relazione fa riferimento all’intero sistema camorra e all’intero territorio regionale, ma credo che sia un assioma che, in maniera deduttiva, possiamo e dobbiamo applicare, da coscienti amministratori, anche all’analisi di quanto avviene sul nostro territorio. Ed è su questo tema che gli sforzi delle forze politiche di opposizione si stanno orientando. Si stanno orientando anche in merito a quanto questa amministrazione comunale ci chiede di analizzare, spesso con urgenza e con estrema carenza di tempo per l’analisi degli atti in Consiglio comunale: esempi eclatanti di convocazioni di urgenza sono stati quello della proposta fatta agli imprenditori che gestivano ed erano proprietari di Ciro a mare, il locale simbolo della lotta alla camorra di questo territorio, e ancora quello sulla vicenda Kerasav, che pure questo Consiglio comunale è stato chiamato a dirimere di fretta e furia, questi sono dei temi che giacciono in realtà nel silenzio totale».  (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

Cosa pensate della lettera congiunta che in questi giorni i sindaci di Ercolano e di Portici hanno scritto a Questore e Prefetto?

«Ha fatto molto bene il sindaco Cuomo a rispondere per la prima volta in maniera fattiva a quanto noi chiedevamo già il 16 novembre scorso in Consiglio comunale, data in cui personalmente sollevai il timore e, forse per primo, rilevai un’escalation criminale in città. Quindi bene sia l’interessamento finalmente del sindaco rispetto a questo tema e anche la risposta immediata, seppure parziale e non efficacia a 360°, che la Questura e la Prefettura hanno dato, perché sono partiti controlli sul territorio con operazioni congiunte di polizia municipale e forze dell’ordine specializzate».  (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

Ieri, proprio tramite il nucleo elicotteri dei Carabinieri, ci sono state delle retate…

«Credo sia una risposta immediata e concreta e sono felice che sia finalmente giunta, seppur con grande ritardo. Ma mi corre l’obbligo di specificare, per la mia formazione culturale e politica, che vanno implementati non tanti gli sforzi per le politiche securitarie, quanto implementati gli sforzi per quanto riguarda la crescita per la cultura e l’attenzione alle fasce deboli della città. Uno degli strumenti a mio parere più efficace è quello di aprire oratori o scuole “Aprite una scuola e chiuderete un carcere”, diceva Don Milani». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

Può essere utile avere le scuole comunali aperte in orario non scolastico e magari fare campagne di sensibilizzazione? Questo porta ad avere i piccoli cittadini futuri più attenti al civismo e anche capaci di influenzare i genitori.

«E’ stato sicuramente utile quello che è stato posto in essere dalla scorsa amministrazione comunale: aprire un oratorio presso la parrocchia della Santissima Addolorata di Portici, che accoglie ogni giorno dei ragazzini che non sono colpevoli di nulla, ma che trovano lì un posto dove poter imparare la socialità e credo che questo sia il primo strumento preventivo probabilmente contro futuri atti illeciti».  (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

Consigliere Alessandro Caramiello, lei spesso parla dell’importanza delle telecamere, però è stato implementato il sistema di videosorveglianza in città.

«Sì, in parte è stato implementato, ad oggi abbiamo sul territorio 23 telecamere, 3 sono in manutenzione. Oggi ho avuto un colloquio approfondito col comandante della Polizia Municipale Sallusto, per capire lo stato infrastrutturale di queste telecamere. A breve saranno istallate altre telecamere al Granatello, con un finanziamento Cipe di circa 543 mila euro che provengono dalla vecchia Giunta, quindi da una cosa fatta dall’amministrazione precedente. Poi sono stati stanziati circa 200 mila euro per istallare un nuovo sistema di videosorveglianza che andrà ad aggiungersi a quello già esistente. A quel punto avremo un territorio monitorato sia nelle strade principali sia nelle strade secondarie, ma la cosa importante del nuovo sistema, ed è quello che chiedevamo e non in maniera strumentale – ho letto attacchi beceri anche da parte di alcuni assessori che, invece di entrare nel merito di queste questioni, non perdono occasioni di attaccare le altre forze politiche – è che il nuovo sistema sarà integrato con le altre forze di polizia, cioè Polizia e Carabinieri avranno accesso tramite un’istallazione nelle loro sedi a questo sistema di videosorveglianza. Al momento spesso capita che quando (le forze di polizia, ndr) hanno bisogno di recuperare delle immagini, devono venire a Palazzo Campitelli, invece l’obiettivo è averle nella loro sede operativa».  (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

In questi giorni sono state consegnate le immagini inerenti ai luoghi dove sono avvenuti i reati. Lei ci annuncia che autonomamente le forze di polizia potranno già avere le immagini, senza attendere che sia il Comune a girarle?

«Un domani dovrebbe avvenire questo, ad oggi le immagini devono essere chieste alla Polizia municipale, che termina il turno alle ore 22.00 quindi, se un atto predatorio avviene di notte, le forze di polizia possono richiedere le immagini il giorno successivo (o la notte stessa, chiamando il comandante). Se invece si ha la possibilità di visionare real time le immagini, si puoi agire in maniera più celere».  (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

Consigliere Salvatore Iacomino, lei in questi giorni ha postato sul social network Facebook un post molto forte, lo sintetizzo usando la definizione che lei ha adoperato per Portici “Casal di Portici”, è chiara l’allusione. Cosa ha voluto dire? 

«Ma innanzitutto questo è un temine che ho coniato circa sette mesi fa attraverso un manifesto pubblico sull’etica della politica. Scrivevo già dopo il retaggio di una campagna elettorale forte, di rottura, dove abbiamo assistito a uno scontro che, al di là dei contenuti, è stato uno scontro muscolare, tanto è vero che io denunciato alle Forze dell’Ordine, anche in Procura, presso la quale sono stato poi a colloquio per definire alcune valutazioni, in merito alla riduzione delle nostre libertà di espressioni: non riuscivamo più neanche ad attaccare manifesti durante quella campagna elettorale. Vi leggo un breve passaggio di quel manifesto che pubblicai, dove si evince che il tema non è soltanto di natura di sicurezza per il cittadino legato alle Forze dell’Ordine: qui è un problema politico, sociale e culturale, l’emulazione i comportamenti anche dei politici sul piano della legalità o dell’illegalità vengono emulati (… GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA). Ecco quanto scrivevo nel manifesto L’etica della Politica “Lo scontro si sposta sulla legalità, trasparenza, prepotenza, delle ritorsioni sui poteri legali e sulla concezione proprietaria della cosa pubblica, noi restiamo cittadini liberi, nonostante una sconfitta elettorale densa di misteri e non ci rassegniamo ad avere un padrino, perché Portici deve restare la città di Portici, libera nel pensiero, nell’espressione e nell’autodeterminazione e non la Casal di Portici”. In questa città, come diceva egregiamente Mazzone nel suo intervento, siamo tornati agli anni 90. La vicenda Kerasav: abbiamo revocato una revoca e fummo sciolti per camorra, cosa grave, siamo tornati venti anni indietro. La vicenda piscina: associazione a delinquere di stampo camorristico, ancora in galera, ebbene ci abbiamo messo 8 mesi su nostra insistenza affinché si revocasse quella concessione e non sappiamo chi pagherà. La vicenda via Dalbono, che è anche un’altra questione…»

Quindi lei collega direttamente questi atti, che magari sono collegati alla micro criminalità, alla macro criminalità…

«Sicuramente sono legati alla micro delinquenza ma, come si diceva prima, il Rapporto semestrale dell’Antimafia asserisce che c’è sempre un colletto bianco, chi sono? Tiriamoli fuori».

Lei ovviamente si assume le responsabilità di quanto ci ha detto e se l’è già assunte perché lei ha denunciato, come ha asserito.

«Il clima di oggi è come il clima di ieri: io di notte ho dovuto chiudere il comitato elettorale dopo la sconfitta, perché non potevo più stare lì dentro con gente che passava, offendendo continuamente». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERA INTERVISTA)

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