Cronaca Ercolano Politica

Sicurezza: intervista a Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano

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Sindaco Buonajuto, in questi giorni lei e il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, avete sentito l’esigenza di scrivere una lettera congiunta al Questore e al Prefetto per chiedere maggiore sicurezza, a seguito di atti delinquenziali ripetuti nelle due città. Cosa manca?

«Innanzitutto quello che è successo a Portici la settimana scorsa, ovvero una bomba nella centralissima piazza San Ciro, è qualcosa di molto grave. E io e il sindaco Cuomo abbiamo voluto far sentire la nostra voce. Vogliamo che ci sia una percezione di sicurezza maggiore e abbiamo chiesto al Prefetto e al Questore di intervenire rafforzando il controllo soprattutto durante l’orario notturno, dove, purtroppo, il Comando della Polizia municipale non riesce a garantire quel controllo che garantisce durante l’orario diurno».

Sindaco, quanto è importante educare i cittadini alla cultura della denuncia? Si sono tenute in questi anni o si sta pensando a campagne di sensibilizzazione per la conoscenza del civismo?

«La cultura della denuncia non è importante: è tutto. Perché la vera battaglia all’illegalità noi la vinciamo con la cultura, non certo con le forze dell’ordine e le volanti che girano. In questi territori, a Portici, Ercolano, Torre del Greco, nel Mezzogiorno noi abbiamo un problema: abbiamo avuto a che fare con la camorra negli anni. E spesso gran parte dei cittadini ha metabolizzato dei comportamenti che vengono considerati normali e che normali non solo. Quindi, talvolta non si denuncia. Ecco, noi dobbiamo trasmettere a tutti i cittadini, ma soprattutto ai più giovani, la consapevolezza che qualsiasi illegalità è un reato da denunciare, anche il più piccolo. Solo in questo modo favoriamo una cultura della legalità, che è lo strumento attraverso cui le nostre comunità potranno svilupparsi sia in senso economico sia dal punto di vista sociale».

La cultura è la panacea di tanti mali. Potrebbe essere utile lasciare le scuole comunali aperte anche in orari in cui solitamente sono chiuse, per permettere ai piccoli cittadini del futuro di avvicinarsi all’arte, allo sport? Peraltro un bambino educato alla legalità influenza anche la sua famiglia.

«E’ sicuramente lo strumento più importante. Investire nella scuola, nella cultura, nel turismo significa investire nei cittadini del domani, io credo che dalle scuole dobbiamo partire. E noi a Ercolano stiamo facendo cose considerevoli, nonostante sia un territorio difficile: noi abbiamo solo una scuola superiore, il Tilgher, mentre le città limitrofi ne hanno molte di più. Nonostante questo, stiamo facendo un lavoro importante, perché i nostri bambini e i nostri ragazzi devono rendersi conto che soltanto se investiamo in cultura, turismo e legalità possiamo avere un futuro più roseo»

Come funziona il sistema di videosorveglianza in città? Si ha intenzione di implementarlo? E per quanto riguarda il sistema di illuminazione?

«Io sono sindaco da poco più di tre anni e in questi anni abbiamo implementato il sistema di videosorveglianza. Abbiamo molte telecamere che funzionano e grazie alle quali siamo riusciti a pescare qualche farabutto e qualche incivile. Tra alcuni mesi, riusciremo ad avere tutta la città videosorvegliata, grazie a un progetto di Finanza, tutte le aree antistanti le scuole saranno munite di telecamere. Inoltre, abbiamo partecipato a un progetto della Prefettura e speriamo, con un po’ di fortuna, che la nostra richiesta sia accolta. Per quanto riguarda la pubblica illuminazione, da qualche giorno è partito il nuovo appalto: saranno sostituiti 989 pali, 4264 punti luce. Avremo un’illuminazione intelligente, avremo un’illuminazione nuova. Ercolano, sotto questo punto di vista, è proiettata verso il futuro. Però ci tengo a dire una cosa: è importante la videosorveglianza, è importante l’illuminazione, ma sono tutti sistemi di contrasto che nulla possono fare se non sviluppiamo realmente una cultura della legalità e una cultura della denuncia. I cittadini, i giovani, devono indignarsi davanti all’illegalità. Soltanto quando ci sarà una condanna sociale rispetto a questi temi, noi avremo una città diversa. Stiamo lavorando tutti in questa direzione».

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