Cronaca Politica Portici

Sicurezza: intervista a Enzo Cuomo, sindaco di Portici

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Sindaco Cuomo, in questi giorni nelle nostre zone ci sono stati vari atti delinquenziali, tanto che lei e il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, avete sentito l’esigenza di scrivere una lettera a due mani al Prefetto e al Questore. Cosa avete chiesto?

«Abbiamo chiesto di rafforzare la presenza di forze dell’ordine in quegli orari che sono propriamente più sensibili per i reati predatori, cioè il turno di che va da mezzanotte alle 6:00. Non è possibile immaginare che 100.000 abitanti in un territorio vasto come quello della città di Ercolano e della città di Portici messe insieme, il Commissariato di Pubblica Sicurezza impegna entrambe le città come competenza, svolga questo tipo di servizio con una sola pattuglia, con una sola volante, che deve sorvegliare contemporaneamente Portici ed Ercolano». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA)

L’Italia ha un governo giallo-verde, sia il Movimento Cinque Stelle che la Lega hanno fortemente parlato del tema sicurezza nei loro programmi elettorali. Vi rivolgerete anche a Roma?

«Io mantengo il mio stile su questo tema, perché il racconto che è stato fatto in questi anni – sia dai governi “miei amici politicamente”, cioè quelli di centro-sinistra, dell’Ulivo, sia da quelli di Berlusconi, di centro-destra, della Lega, sia da questo – ha raccontato una realtà che non esiste: cioè quella che i sindaci hanno poteri in materia di sicurezza. I sindaci non hanno alcun potere in questa materia. Il potere è tutto in capo al Ministro dell’Interno, al Questore, al Prefetto, al Comandante Provinciale dei Carabinieri, ma questo non significa che la colpa di quello che succede dal punto di vista dei reati in una città possa essere attribuita al Ministro o al Prefetto o al Comandante Provinciale Carabinieri. Certamente non può essere attribuita al Sindaco. Io credo che lo stile che debba avere un’amministrazione sia quello di una sicurezza partecipata, in cui gli attori sono sicuramente il Ministero, la Prefettura, la Questura, i Commissariati e i Carabinieri, cioè le forze dell’ordine che detengono la titolarità del controllo del territorio come competenza costituzionale, ma anche i sindaci e le amministrazioni. Perché i sindaci e le amministrazioni hanno il dovere di creare quelle infrastrutturazioni che facilitano una sicurezza percepita e un modello di sicurezza partecipata, quindi una migliore pubblica illuminazione, un sistema di videosorveglianza capillare sul territorio, scelte di strategia di sviluppo. Anche i cittadini devono collaborare, perché con la denuncia si riescono ad avere risultati sulla repressione dei fenomeni cosiddetti criminali. Quindi, io non mi iscrivo al club di quelli che scaricano il barile per quanto riguarda la loro posizione politica istituzionale». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA)

Su questo tema sono intervenuti alcuni rappresentanti dell’opposizione, soprattutto tramite social network. Dai post di questi consiglieri, che ascolteremo in questi giorni per comprendere bene il loro punto di vista, è chiaro che una parte non piccola di quanto sta avvenendo viene attribuita all’amministrazione. Come commenta questa visione della cosa?

«Ci sono vari modi per qualificarsi nelle istituzioni. Io credo che su un tema come questo bisognerebbe evitare di qualificarsi come Maggioranza e come Minoranza. Ma mi rendo conto che chi non ha argomenti ogni tanto utilizzi qualsiasi tema per autocertificare la propria esistenza in vita. Io ritengo che bisogna adoperare uno stile diverso e lo stile secondo me è quello di non puntare il dito verso l’altro, ma di collaborare nell’interesse comune, perché la sicurezza percepita ed anche la sicurezza urbana, in senso lato e in senso ampio, sono un bene comune rispetto al quale ognuno di noi ha il dovere di mettere in campo qualcosa di positivo. Quando rimase ucciso Mariano Bottari il sindaco era Nicola Marrone. Salvatore Iacomino, Mauro Mazzone e Franco Santomartino, che oggi fanno parte della Minoranza, erano sostenitori di quel governo e di quella Maggioranza. Allora le telecamere non funzionavano. Qualcuno pensava di utilizzare politicamente la vicenda, immaginando che, non funzionando le telecamere, si potesse attaccare il Sindaco. Io, da parlamentare della Repubblica, all’epoca ho assolutamente evitato ogni tipo di strumentalizzazione: non era colpa del sindaco e dell’amministrazione. Quindi, bisognerebbe avere la capacità di uno stile diverso su questi temi. Sulle scelte politiche, sulle scelte dell’amministrazione, sulle scelte di governo, ognuno può avere la sua opinione, ma su un tema così sentito, così percepito e così prezioso come quello della sicurezza di ognuno di noi, io credo che una buona regola sarebbe quella di comportarsi in maniera più corretta». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA)

Sindaco, il sistema di videosorveglianza quanto può essere utile?

«Certamente il sistema di videosorveglianza è utilissimo perché è uno degli strumenti di prevenzione e soprattutto di approfondimento e di accertamento del colpevole di un reato. Però bisogna chiarire bene ai cittadini che il sistema di videosorveglianza da solo non risolve il problema. Noi, per esempio, abbiamo consegnato le immagini sia dei furti alle ruote delle auto sia del furto al negozio a via Libertà sia della bomba al negozio in Piazza San Ciro, ma non è detto che dalle riprese si riesca ad accertare l’identità di quelli che hanno commesso il reato. Il sistema di videosorveglianza è qualcosa che serve ad aumentare la sicurezza e la vigilanza, ma il fattore determinante è sempre il controllo del territorio e la risorsa umana, cioè la pattuglia delle forze dell’ordine che gira sul territorio, perché riesce a reprimere immediatamente un reato o a prevenirlo, mentre la videosorveglianza è qualcosa che permette l’intervento dopo che il fatto si è verificato. Noi abbiamo trovato (all’insediamento, ndr) 4 telecamere funzionanti e 14 rotte, perché non c’era il contratto di manutenzione. Abbiamo oggi tutte le telecamere che funzionano (23 in totale, ndr) tranne 3 che questa settimana stanno facendo un ciclo di manutenzione, le abbiamo implementate e abbiamo ulteriormente la volontà di implementarle, sia con l’utilizzo di fondi europei sia con risorse nostre di bilancio. E’ giusto avere una città quanto più possibile videosorvegliata, ma questo purtroppo non impedirà reati predatori: pensiamo al furto negli appartamenti, come si può immaginare che il sistema di videosorveglianza stradale riesca a individuare il furto nell’appartamento? A meno che il ladro non si metta a favore di telecamera con una bella carta d’identità esposta sulla maglietta per permettere alle forze dell’ordine di identificarlo! Questo va spiegato, soprattutto oggi, perché sui gruppi social spesso pubblicano notizie ai limiti della realtà! Il dibattito, in qualche modo, prende sempre una piega: è colpa del fatto che non ci sono telecamere». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA)

A proposito di social network, nei commenti si parla anche di polizia municipale…

«La polizia municipale non ha un compito sull’ordine pubblico e sul controllo del territorio, che è proprio delle forze dell’ordine, ciò non toglie che gli agenti fanno anche quello, ma ovviamente hanno compiti diversi: è come se noi chiedessimo alla polizia di stato e ai carabinieri di fare la viabilità. Dunque, ci sono compiti diversi e tra l’altro un addestramento diverso. La sicurezza è, nella mia intenzione, un modello partecipato in cui ogni attore deve metterci un pezzo, sicuramente la polizia municipale già ci mette un pezzo, abbiamo la possibilità e abbiamo la volontà di migliorare ulteriormente». (GUARDA IL SERVIZIO, ASCOLTA L’INTERVISTA)

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