Politica Portici

Il M5S elenca i costi della politica e chiede presidente di minoranza per la Commissione Affari Istituzionali. Luigi Scognamiglio risponde: «M5S sbaglia forma, contenuti e conteggi»

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Portici. Il Movimento Cinque Stelle interviene nella bagarre sull’attuazione della delibera inerente alla massimizzazione del contenimento dei costi istituzionali non ancora avvenuta, accesa dal consigliere LeU Mauro Mazzone e continuata per le dichiarazioni dello stesso sulla maggioranza e per le relative risposte di Ciro De Martino e Florinda Verde.

«Il M5S di Portici ha l’obbligo di chiarire la sua posizione in merito ai costi delle istituzioni», si legge in una nota stampa. «In questi mesi, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno subito attacchi violenti e volgari da parte del Sindaco, il quale ha denigrato puntualmente il lavoro che svolgono nelle commissioni consiliari e ha offeso il loro ruolo istituzionale dedito a fornire un indirizzo politico e di controllo degli atti».

I Cinque Stelle hanno protocollato via PEC una nuova missiva sul tema costi. «La responsabilità istituzionale», spiegano i pentastellati, «impone che l’argomento, anziché essere elemento di scontro strumentale venga trattato in maniera equilibrata e trasparente all’interno delle opportune sedi istituzionali».

Nel comunicato, il M5S riporta i dati inerenti al costo in euro della politica a Portici: «Sindaco 52.088,64, Vice Sindaco e Assessori 226.585,44, Presidente del Consiglio 31.253,16, Costi gettoni di presenza Consiglieri 299.509,68: totale 609.436,92.

Per quanto riguarda i costi relativi ai contributi INPS dei dipendenti che oggi ricoprono il ruolo di Presidente del Consiglio e dell’Assessore all’Ambiente, la cifra è: 8.428,00. I costi relativi ai rimborsi dei lavoratori dipendenti pagati dal Comune per le ore utilizzate a svolgere le funzioni di Consigliere nel pieno rispetto della legge vigente in materia dal 1° Gennaio ad oggi sono: 23.932,99.

Totale: 641.797,91».

Specifichiamo ai lettori che i costi a cui il comunicato del M5S fa riferimento, come confermatoci dallo stesso consigliere M5S Alessandro Caramiello, sono lordi; che le voci sui compensi di sindaco, vicesindaco, assessori e presidenti del Consiglio sono annuali; che i “Costi gettoni di presenza consiglieri” sono riferiti alla previsione annuale – se tutti i 24 consiglieri comunali usufruissero dei 32 gettoni di presenza al mese, si arriverebbe alla somma riportata -; che i costi relativi ai rimborsi dei lavoratori dipendenti pagati dal Comune per le ore utilizzate per svolgere le funzioni di Consigliere sono parziali, perché non tutte le realtà per cui lavorano i consiglieri del Comune con contratto da dipendente – 5 su 24 consiglieri – hanno già richiesto i rimborsi dal 1° gennaio ad oggi: sommando quanto devono richiedere per i mesi passati con i rimborsi per i prossimi mesi dell’anno, si prevede che in totale, su base annuale, la somma per i rimborsi per i 5 consiglieri versata dal Comune sarà di circa 125.000 euro.

«I luoghi deputati al confronto (per quanto concerne i costi, ndr) sono», sottolineano i pentastellati, «la Commissione Bilancio, per quello che attiene l’aspetto finanziario; la Conferenza dei Capigruppo per condividere e coordinare i lavori delle forze politiche in materia; la Commissione Affari Istituzionali, per quello che attiene la rivisitazione degli opportuni regolamenti. In merito alla Commissione Affari Istituzionali, deputata alla modifica dei regolamenti istituzionali e quindi organo di garanzia, così come richiesto da tempo, è per noi di fondamentale importanza che la sua presidenza sia in carico ad un rappresentante delle minoranze». E netta la posizione per quanto riguarda la Commissione presieduta da Ciro De Martino: «Senza queste garanzie, il Movimento 5 Stelle non parteciperà nuovamente ai lavori di questa commissione», conclude il M5S.

E la risposta della Maggioranza non si è fatta attendere. Luigi Scognamiglio, consigliere e presidente della commissione Bilancio, ha dichiarato: «Il comunicato del M5S è sbagliato nella forma, nei contenuti e nei conteggi. Si fa una confusione enorme: il Comune di Portici paga l’azienda dove è impiegato il consigliere Caramiello, per permettergli di non andare a lavorare e percepire comunque lo stipendio e avere anche l’indennità, il tutto nel rispetto della legge, che è la stessa legge che prevede le indennità a tutti gli amministratori locali. Cosa intende il M5S con quel comunicato? Che Caramiello, mentre utilizza la legge a proprio giovamento, ritiene che sia sbagliato far percepire le indennità agli assessori e al sindaco? Quelle indennità peraltro sono lorde, mentre i rimborsi hanno un altro tipo di fattispecie, il Comune non paga solo le ore di assenza, ma anche i contributi, gli oneri previdenziali e i ratei di tredicesima».

Scognamiglio entra nel merito, prendendo come esempio il Sindaco, Enzo Cuomo, e il consigliere Caramiello. «Il sindaco è in aspettativa senza assegni, quindi non percepisce uno stipendio, e infatti non va a lavorare: a tempo pieno si dedica all’amministrazione comunale», spiega Scognamiglio, «lo stipendio lordo del sindaco è di circa 52 mila euro all’anno, da cui detrarre delle tasse. Il sindaco avrebbe potuto continuare a percepire il suo stipendio dall’azienda e prendere i permessi, come fa Caramiello, per esempio, invece Cuomo si è messo in aspettativa senza assegni, cioè non va a lavoro, non percepisce lo stipendio dall’azienda, mentre Caramiello va a lavorare poche ore al mese, percepisce lo stipendio e il comune rimborsa le ore di permesso all’azienda dove lavora Caramiello. Mettersi in aspettativa è sicuramente più vantaggioso per un comune».

Dunque, ricordando che ogni politico è un lavoratore, quindi ha una sua specifica situazione personale, professionale e contrattuale, è chiaro che, in questa guerra di numeri, solo a fine anno, costi totali e concreti alla mano, capiremo chi è il politico porticese più… caro!

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