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Mazzone accusa la Maggioranza: «Siede su un ginepraio di conflitti di interessi». De Martino replica. Ad accendere la bagarre, la mancata attuazione di una delibera

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Portici. Il consigliere comunale per Liberi e Uguali Mauro Mazzone attacca la Commissione Affari Istituzionali e non solo. Perno della discussione, la mancata attuazione ad oggi, da parte della Commissione, della delibera sulla massimizzazione del contenimento dei costi delle istituzioni, proposta dal sindaco, Enzo Cuomo, e approvata nel consiglio comunale del 20 febbraio.

Durante il consiglio del 9 febbraio scorso, il consigliere Mazzone presenta un Ordine del Giorno dove chiede che non venga applicato l’aumento di indennità ai consiglieri del 10%, pur sottolineando la legittimità, da parte dell’amministrazione, di effettuare l’adeguamento. Di fatto, non è stata prorogata la riduzione del 10% dell’indennità degli amministratori locali, dunque si ripristina il meccanismo per il calcolo delle indennità precedente.

Mazzone, però, asserisce che le Amministrazioni di comuni limitrofi si siano astenute da tali adeguamenti. L’Ordine del Giorno riceve parere di inammissibilità. Nella stessa seduta il sindaco Cuomo propone un Ordine del Giorno a firma sua e di tutti i consiglieri di maggioranza. L’Ordine del giorno in questione viene approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 20 febbraio: «I consiglieri comunali (al fine di evitare demagogiche e strumentali provocazioni sui costi delle Istituzioni ad opera dei Consiglieri di Minoranza, firmatari dell’O.d.G. presentato in Consiglio comunale il 09/02/2018) impegnano la Commissione Affari Istituzionali ad approvare, nel più breve tempo possibile, la modifica del Regolamento delle Commissioni consiliari al fine di massimizzare il contenimento dei costi delle Istituzioni connessi al funzionamento delle stesse».

L’attuazione della delibera non è ancora avvenuta. Ieri, 26 luglio, Mauro Mazzone è tornato sul tema, protocollando una lettera diretta al sindaco e al presidente della Commissione Affari Istituzionali, Ciro De Martino, consigliere di maggioranza. Proprio il fatto che sia un consigliere di maggioranza a presiedere quella particolare Commissione porta i consiglieri di opposizione a disertare le sedute, come ha riportato Mazzone nella sua lettera: «Sarebbe pleonastico ribadire che l’astenersi dai lavori della suddetta Commissione è per chi scrive un atto di resistenza democratica contro la scelta della maggioranza di assegnare alla stessa la scelta di questo nevralgico organo di garanzia e controllo delle istituzioni dell’ente». Ma soprattutto nella lettera il consigliere di minoranza chiede «che sia data immediata attuazione alla delibera […] che si recuperi una parvenza di coerenza tra quanto espresso dal sindaco in consiglio comunale e quanto in concreto fa la sua maggioranza sul tema».

Ecco le dichiarazioni di Mazzone sulla vicenda: «Questa maggioranza pensa di nascondere sotto l’arroganza delle dichiarazioni il ginepraio di conflitti di interessi su cui siede. In cinque mesi, pur avendo campo libero e pieno mandato dal Consiglio comunale, la commissione non ha fatto nulla per affrontare il tema della “massimizzazione del contenimento del costo delle Istituzioni”. Da un lato il Sindaco minaccia di ridurre gli spazi di democrazia, attaccando i consiglieri dei cinque stelle che esercitano il loro diritto di Consiglieri comunali, di recarsi al Comune anziché presso il luogo di lavoro. Dall’altro la sua maggioranza ha insabbiato la reale discussione sull’argomento che non è stata fino ad oggi mai affrontata in commissione Affari Istituzionali».

«Sospetto», ha continuato Mazzone, «che in tal modo si vogliano coprire posizioni di rendita di consiglieri di maggioranza che pure godono dei privilegi che la legge accorda ai cittadini impegnati nelle istituzioni. Tra i casi più eclatanti si possono annoverare la Barlady più pagata di Portici e la Psicologa storica dell’associazione Seme di Pace, attualmente impegnata nella commissione consiliare Politiche Sociali».

Ciro De Martino ha replicato alle parole di Mauro Mazzone: «Le dichiarazioni rese in queste ore da qualche consigliere di opposizione confermano ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno, l’assoluta mancanza di argomenti e la totale ignoranza delle regole democratiche che governano gli organismi istituzionali.

La commissione che ho l’onore di presiedere nasce secondo regole scritte e consolidate, frutto del libero confronto democratico. Il ruolo delle minoranza, senza voler scomodare i costituzionalisti, è proprio quello di contrapposizione a chi, in maggioranza, governa grazie al consenso popolare, i processi decisionali».

«Ignorare tutto questo, disertare sistematicamente i lavori della commissione, denunciare alla magistratura inesistenti illegittimità e, soprattutto, parlare dall’esterno rifiutando il confronto all’interno proprio dell’organismo che si contesta, denota una pochezza di contenuti, una pretestuosità delle argomentazioni in linea con l’atteggiamento complessivo di una sparuta minoranza che quotidianamente prova a colmare col nulla il proprio vuoto», ha concluso De Martino.

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