Politica Portici

«Sono d’accordo con l’assessore Iacone». Mauro Mazzone, consigliere di opposizione, difende l’esponente della Giunta Cuomo per i termini usati nel post rivolto a Toninelli e a Salvini

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Portici. «Quello di Giovanni Iacone altro non è che un “accirt”, espressione in uso nel nostro amato dialetto napoletano. Quel termine per noi, anche quando lo italianizziamo, non indica un invito al suicidio. Iacone ha solo postato un atto di resistenza alla violenza di questo Governo». Nonostante sia noto per essere particolarmente contro l’Amministrazione Cuomo, così Mauro Mazzone, consigliere di opposizione, intende e difende il post pubblicato su Facebook mercoledì scorso dall’assessore ai Lavori pubblici. Post che ha generato una fitta polemica che è andata ben oltre Portici, essendo indirizzato a Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasposti, e anche a Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno. «Quel termine», continua il Consigliere di LeU, «rappresenta un “vattene via” o uno “stai zitto”. Di certo è un’espressione scomposta, ma al massimo la si può intendere come un “vaffa” e i vaffa sono stati sdoganati proprio dal Movimento Cinque Stelle. Quello di Iacone è un gesto di ribellione rispetto ad una veemente offensiva fascista e xenofoba che il Governo di questa nazione sta conducendo contro i principi della nostra Repubblica e della nostra cultura».

Dunque, Mazzone reputa doveroso intervenire sul caso. «La mia onestà intellettuale», conclude il consigliere, «mi obbliga a vedere i fatti per come sono, anche se siedo nei banchi dell’opposizione, anche se non approvo numerosi aspetti di questa Amministrazione». E il suo pensiero Mauro Mazzone lo affida anche a Facebook, da dove, del resto, è partita la vicenda, raccontando la storia dell’eroico bambino Gennarino Capuozzo.

(A fine articolo, il post del consigliere Mazzone)

Nel messaggio social di mercoledì mattina di Giovanni Iacone si leggono, o meglio si leggevano, il post non appare più pubblico sulla bacheca dell’assessore, queste parole: «Per capire a che punto di imbecillità siamo arrivati: Salvini vieta l’entrata nei porti italiani, fino a stamattina, della nave della guardia costiera italiana. Grullini avete capito bene: guardia costiera italiana. Toninelli perché non ti suicidi e ti porti dietro Salvini prima di fare ridere tutto il mondo».

Il primo a tuonare contro i termini adoperati dall’assessore è stato Nicholas Esposito, coordinatore regionale Lega Giovani e porticese, che, nella stessa mattinata di mercoledì, ha diramato una nota: «Iacone si vergogni, Salvini e Toninelli prima di essere dei politici, sono degli uomini ed hanno famiglia. Questi sono gli esponenti del Partito Democratico che di democratico non ha nulla, invitano gli avversari politici a suicidarsi perché incapaci di creare serie proposte politiche».

Giovanni Iacone, alle parole di Esposito, ha così replicato: «Non accetto lezioni da un rappresentante di un partito che diceva che noi del Sud dovevamo essere lavati dalla lava del Vesuvio, un omicidio di massa in pratica! Tuttavia le mie considerazione erano di natura ironica».

Intanto, dopo Esposito, anche altri esponenti politici locali e non solo hanno puntato il dito contro Iacone in questi giorni. Il contenuto del post sarebbe giunto anche allo stesso Danilo Toninelli, che starebbe valutando se agire per vie legali contro l’assessore porticese.

Il post del consigliere Mauro Mazzone in riferimento al post dell’assessore Giovanni Iacone

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