Portici Società

“Portici Resta Umana”, i cittadini si incontrano per i migranti: primo atto di una serie. Il Comune patrocina. I politici partecipano senza bandiere

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Portici. Portici Resta Umana ruota attorno a una domanda: conosciamo i migranti, le loro storie, le loro vite, i solchi dei loro volti, mentre piangono disperati o mentre si aprono a un sorriso di speranza?

La manifestazione, in programma per venerdì 6 luglio, alle ore 18.00, in via Bernini, nell’area antistante al II Circolo Didattico, nasce dalle persone, dalle associazioni, dal mondo del volontariato e trova il patrocinio del Comune e l’appoggio di tanti politici, di Portici e non solo, esclusivamente a titolo di cittadini. Nasce dal bisogno di avere un incontro a favore dell’incontro; di avere un momento in cui la comunità possa discutere di migranti, magari indossando una maglietta rossa, come quella che le mamme mettono ai loro piccoli prima di imbarcarsi, per renderli più riconoscibili.

«L’idea è nata a me e mia moglie», spiega Franco Sulignano, «guardavamo quella nave che vagava per il Mediterraneo in tv. Abbiamo cambiato canale ed ecco quei bimbi chiusi nella gabbie in America. Che mondo è? Abbiamo avuto voglia di capire se altri la pensassero come noi. Abbiamo postato un “Basta!” su Facebook, sono arrivate tante adesioni. E il 6 luglio c’è la prima manifestazione, che non è fine a se stessa: seguiranno seminari, incontri, azioni».

Leandro Limoccia ha messo subito a disposizione la sede dell’associazione Libera per l’organizzazione. «E’ un’iniziativa spontanea di liberi cittadini e cittadine», spiega Limoccia. «Non è contro il Governo. Sono presenti politici in qualità di cittadini, non di appartenenti ai partiti, senza bandiere ed etichette. Tutti i manifestanti partecipano sui contenuti dell’appello che noi abbiamo fatto per contribuire a promuovere un’altra idea di società».

Partecipare alla manifestazione, per gli ideatori dell’incontro, è un modo per chiedere a tutti i Paesi dell’Unione Europea di fare la propria parte per garantire equa condivisione della responsabilità dell’accoglienza; per chiedere di cambiare il Regolamento di Dublino nella direzione già indicata dal Parlamento Europeo.

E ancora per chiedere di adoperarsi per difendere i beni comuni e per promuovere una rinascita che salvaguardi i territori dei Paesi dei migranti.

Solo la conoscenza annienta i preconcetti. Bisogna aprirsi ai fratelli e alle sorelle migranti, per fermare le decine di migliaia di morti, tra cui donne incinte e bambini, annegati nelle rotte marine Africa – Europa del Mediterraneo e dell’Atlantico.

All’incontro ci saranno anche rappresentanti politici. Citiamo le dichiarazioni che ci hanno rilasciato alcuni e solo il loro nome, nel rispetto dei principi dell’evento. Riccardo Zaccaro ha così invitato alla partecipazione: «Ci sarò a questa mobilitazione di liberi cittadini e senza bandiere di partito. È ben gradita la mano di ognuno di voi nella fase organizzativa, vi aspetto tutti per far sentire che la nostra comunità è presente a voce alta e che sosteniamo l’idea che Portici è una città che Resta Umana».

Alessandro Caramiello ha ricordato che «Portici è umana e resterà umana. I segnali della nostra città sono tangibili. Le forze si mobilitano in città per lanciare un segnale chiaro. Portici è solidale e accogliente. Lo è sempre stata e lo è tutti i giorni».

Mentre Mauro Mazzone con queste parole ha esortato a esserci: «Portici getta l’ancora e riafferma i valori di solidarietà, umanità saldamente radicati nella sua storia e la sua cultura. La gente comune, le associazioni, le donne e gli uomini di Portici lanciano un appello di pace, tolleranza e speranza. È un dovere partecipare e sostenere questa iniziativa, rispondere a questo appello, innanzitutto in quanto uomo libero e cittadino, sostenendo le ragioni di chi ama».

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